Nel corso dell' ultimo Senato Accademico di Unibo del 21 aprile, l’interrogazione presentata dal rappresentante del personale Federico Barbino (FLC CGIL) ha riportato al centro una questione che ci riguarda tutte e tutti: il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori di Bologna University Press. Dal dibattito emerge un dato politico prima ancora che tecnico: si continua a considerare il costo del lavoro come la prima leva di risanamento.
Come FLC CGIL ribadiamo la nostra netta contrarietà a una logica che scarica sulle persone le conseguenze di scelte strategiche sbagliate. I licenziamenti non sono una soluzione inevitabile né socialmente accettabile, tanto più in un contesto pubblico che richiama nei propri principi valori di tutela, responsabilità e giustizia sociale.
Apprezziamo che la questione sia stata sollevata in Senato e che si sia aperto un confronto, e confermiamo che la vertenza resta aperta e si gioca nelle sedi sindacali. Ancora una volta chiamiamo BUP, FAM e l’Ateneo a rispettare gli accordi già esistenti.
Continueremo a sostenere le lavoratrici e i lavoratori BUP, chiedendo che si esplorino tutte le alternative possibili ai licenziamenti e che il risanamento non passi ancora una volta contro il lavoro.
Difendere l’occupazione, i diritti e la dignità delle persone non è un tema marginale: è il punto da cui partire ed è il punto su cui non possiamo arretrare.

La segreteria e le RSU FLC CGIL Unibo
Bologna, 23 aprile 2026