In queste settimane, sulla stampa locale così come nelle sedi istituzionali, ha preso corpo un dibattito sul futuro del Caffè Zanarini, storico locale nel cuore di Bologna, oggetto di un nuovo bando comunale per la concessione degli spazi.
Dibattito all’interno del quale tuttavia c’è un tema che sta passando completamente sotto silenzio: quello del futuro occupazionale dei circa 35 lavoratori impiegati nel locale.
Lavoratrici e lavoratori che rappresentano la colonna portante del Caffè Zanarini e sulla cui sorte grava al momento la più totale incertezza.
Nel bando di gara per la concessione dei locali non sono state previste clausole sociali, vincoli o altre condizionalità finalizzate a garantire percorsi di continuità occupazionale. Un aspetto sul quale ci saremmo aspettati maggiore attenzione da parte dell’Amministrazione comunale.
Non sarebbe accettabile che la fase di riassegnazione in concessione d’uso dei locali pregiudicasse il diritto al lavoro e il reddito di 35 famiglie.
Come organizzazione sindacale abbiamo incontrato le lavoratrici e i lavoratori interessati, durante le assemblee sindacali svolte il 2 aprile scorso, nel corso delle quali abbiamo raccolto la loro preoccupazione, che condividiamo pienamente e che riteniamo doveroso portare all’attenzione pubblica.
Come FLAI CGIL e CDLM siamo a fianco di queste lavoratrici e lavoratori e auspichiamo che questa fase si compia senza alcuna ricaduta negativa nei loro confronti, in caso contrario faremo tutto quanto è in nostro potere per tutelarli.
In tal senso, riteniamo necessario che anche la politica e le istituzioni locali si assumano fin da ora un impegno e una corresponsabilità in merito alla vicenda, intervenendo affinché si individuino percorsi e soluzioni concrete a tutela dell’occupazione dei lavoratori coinvolti.
per la FLAI CGIL Bologna
Simone Tovoli
Matteo Negri
per la Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna
Giulia Santoro