A seguito alla situazione determinatasi dalla chiusura del “Centro sportivo Biavati” (con ordinanza di chiusura del Comune per motivi di sicurezza) e la successiva crisi e liquidazione giudiziale della Unione Sportiva Corticella (che gestiva il centro), abbiamo chiesto il Tavolo di salvaguardia alla città metropolitana di Bologna, al fine di coinvolgere le istituzioni del nostro territorio nella difesa dell’occupazione delle lavoratrici e dei lavoratori dell’impianto sportivo, con l’auspicio di una composizione rapida delle problematiche emerse.
Le possibili soluzioni messe in campo per le lavoratrici i lavoratori attualmente sospesi dal lavoro, vanno nella giusta direzione con la disponibilità dichiarata dal Curatore fallimentare di verificare l’attivazione della cassa integrazione per cessazione e l’impegno del Comune di Bologna ad inserire la clausola sociale nella futura procedura di assegnazione dell’impianto sportivo.
Il braccio di ferro tra Comune e Curatore fallimentare di questi giorni però rischia di allungare ulteriormente i tempi di riapertura del Centro sportivo.
Gli errori gestionali e le gravi inadempienze dell’Unione Sportiva Corticella e l’attuale scontro in atto, li stanno pagando le lavoratrici e i lavoratori del Centro sportivo rimasti a casa e gli utenti che non possono frequentare il Centro, ragazze e ragazzi private di uno spazio dove potersi allenare e famiglie costrette a sostenere ulteriori costi per permettere di proseguire il percorso sportivo ai propri figli.
Pensiamo che lo spirito di collaborazione tra le istituzioni dovrebbe avere come priorità la riapertura del Centro sportivo, per restituire alla città un impianto che ha un valore sociale prezioso e da preservare, garantendo la difesa dell’occupazione per ridare diritti e dignità alle persone che nel lavoro in quel Centro sportivo trovavano i mezzi di sostentamento per loro e le loro famiglie.
per Filcams-Cgil Michele Masetti
per SLC-Cgil Bologna Francesco Miceli