La storia dell’antifascismo e degli antifascisti, la storia del sindacato e dei sindacalisti è anche un incrocio di destini, di esperienze e di stati d’animo. 

Cristoph, come molti della nostra generazione, ha attraversato i movimenti di questo periodo tra due secoli con lo stesso reciproco desiderio di cambiare il mondo, con molti di noi ci si è ritrovati sulle strade del conflitto e della lotta per la giustizia sociale fuori e dentro i luoghi di lavoro. 

Sempre con lo stesso entusiasmo abbiamo creato progetti di cooperazione tra strutture di base del sindacato. 

Christoph, ti abbiamo conosciuto a Bologna, città che amavi, che conoscevi, conoscevi la letteratura, i movimenti, la storia della nostra città.

Abbiamo, insieme a te, visitato i luoghi della memoria e delle stragi nazifasciste per diventare compagni d’Europa. 

Ci consideriamo un'unica e indissolubile comunità educante che senza vergogna lancia l’assalto al cielo. 

Perché siamo sindacalisti che credono nella solidarietà internazionale e che ritengono ancora attuale dire "proletari di tutto il mondo, unitevi", come era scritto 120 anni fa, quando fu fondata la Cgil.

Cristoph, adesso che non ci sei, adesso che probabilmente attraversi quei cieli, sarà compito nostro continuare le nostre battaglie comuni. 

Che la terra ti sia lieve, caro compagno

Christoph, oggi Marzabotto antifascista ti porge i suoi saluti. Grazie per tutto ciò che hai fatto, da uomo giusto, con il tuo impegno. Oggi Monte Sole accoglie tra i suoi monti lo spirito di un nuovo figlio.

 

Discorso funebre di Franziska Wolf, Segretaria generale dell’IG Metall di Jena (ad interim) 

Grazie a tutti voi per essere qui oggi con noi a ricordare insieme Christoph. Questo è per noi, come compagne e compagni delle strutture sindacali territoriali, per i suoi amici e la sua famiglia, un grande sostegno in questo momento difficile.

Christoph sarebbe molto felice di vedervi tutti qui riuniti. I compagni e le compagne del suo percorso sindacale, gli amici e le amiche della politica provenienti da ambienti diversi e, naturalmente, tu, cara Christine.

Ma non è la morte di Christoph il motivo per cui oggi siamo tutti qui, bensì la sua vita. La sua vita, che ha condiviso con noi e alla quale tutti abbiamo potuto partecipare. È anche lui il motivo per cui oggi mi trovo qui. Vent’anni fa ha fondato, insieme a Uli Brinkmann e a noi studenti, il gruppo di lavoro «Sindacati e critica sociale» e mi ha chiesto se non avessi voglia di occuparmi di formazione per l’IG Metall. Non ne avevo voglia, ma la paga era buona. Nessuno di noi due avrebbe mai immaginato che da lì sarebbe nato qualcosa di così grande. E, indirettamente, è grazie a Christoph se oggi non sono qui da sola, perché è stato proprio al corso di qualificazione dei formatori che ho conosciuto il mio caro marito Stefan. E anche se non credo nel destino, grazie Christoph per averlo reso possibile!

Christoph non era una persona facile. Sono sicuro che alcuni di voi condividono la mia opinione: a volte era davvero estenuante. Quando chiamava in un momento inopportuno per discutere una delle sue tante idee, o quando stravolgeva l’intera pianificazione di un evento perché voleva che ci si sedesse in cerchio e aveva anche un’idea di un metodo su come farlo al meglio. Oppure quando spiegava al cameriere del ristorante greco come preparare al meglio un determinato piatto greco.

Eppure è proprio questo che mi mancherà di più. Il suo sguardo critico, ma sempre solidale, sul nostro lavoro comune, sulla società in cui viviamo e sull’organizzazione in cui lavoriamo. Mi mancherà la sua capacità di accettare i cambiamenti e di provare sempre cose nuove, anche quando non ne era convinto fin dall’inizio.

Per me Christoph era molto più di un semplice collega con cui condividevo convinzioni e discutevo di come agire. Era il mio punto di riferimento nei momenti difficili, quando a volte nemmeno io sapevo se la strada intrapresa fosse quella giusta. Era sempre presente. Affidabile, disponibile e desideroso di trovare la soluzione migliore.

Christoph ed io siamo persone molto diverse. Lui è più il tipo da libraio intellettuale, che si è sempre sentito in contrasto con ciò che lo circonda. Io sono più la pragmatica con forti slanci emotivi. Queste contraddizioni ci hanno resi forti insieme, perché eravamo d’accordo sul fatto di poter unire il meglio dei due mondi.

È questo che mi manca adesso. Mi manca Christoph. Mi manca sentirgli dire: «Hai mai pensato che…» / «Franziska, ho pensato che potremmo fare questo e quello…» / «Franziska, no, non iniziamo un altro discorso adesso… dobbiamo anche pensare ai nostri limiti di sopportazione».

E mi chiedo: come potremo andare avanti adesso?

Questa domanda mi tormenta e ascoltare musica mi aiuta a riflettere. A casa o in macchina. Christoph ha sempre trovato la mia musica orribile. Troppo forte, troppo aggressiva, troppo depressiva – semplicemente orribile. Ma su Leonard Cohen siamo riusciti comunque a trovare un accordo durante i tanti viaggi che abbiamo fatto insieme. E Leonard Cohen canta nella sua canzone “Anthem”: “In ogni cosa c'è una crepa: è da lì che entra la luce!”

Ed è a questo che mi aggrappo. Attraverso le nuvole scure che la morte di Christoph porta a me e a noi, la luce tornerà a splendere e ci mostrerà che andremo avanti. Christoph ha sempre trovato il coraggio e l’energia per andare avanti e, con questa consapevolezza, avanziamo ponendoci delle domande.

 

Discorso funebre di Antonia della sinistra extraparlamentare

Siamo indubbiamente qui con molti anni di anticipo per tenere un elogio funebre in memoria di Christoph. Tuttavia, già in questo momento di gran lunga prematuro, sorge spontanea la domanda su come possiamo onorare degnamente una persona che si è dedicata con passione alla vita e all’impegno politico.

Guardiamo indietro a una vita politica che si è contraddistinta per la costruzione di ponti: ponti tra diversi ambienti sociali, tra diverse fasce d’età, che univano persone del mondo del lavoro e dell’università, tra attori istituzionali, partiti e, non da ultimo, la sinistra extraparlamentare di questa città. A nome di quest’ultima vogliamo rendere omaggio qui a Christoph, in questa sede, esprimendogli il nostro rispetto e la nostra gratitudine, oltre che, non da ultimo, manifestare il nostro profondo cordoglio per la perdita di un amico e compagno.

Ora non vedremo più Christoph in centro, al Köz, mentre si gode specialità anatoliche al sole, né seduto all’Espressobar Rossi, immerso in una conversazione, mentre rivive i vecchi tempi o riflette meticolosamente su questioni future. Non lo vedremo più davanti alla lavagna bianca nella sala riunioni dell’IG Metall, intento a elaborare insieme a noi un piano su come organizzare una disobbedienza civile di massa che sia politicamente sensata, il più accessibile possibile e di ampia portata.

Ora questi luoghi sono diventati più vuoti, quei luoghi in cui abbiamo avuto la gioia di mangiare, bere, parlare, ridere con lui e anche, probabilmente, di piangere, in ogni caso di pensare, riflettere e, per quanto possibile, anche di guardare avanti.

Il programma di qualificazione dei formatori indica, nell’ambito della formazione sindacale e politica, un percorso formativo strutturato per future animatrici e formatrici (spesso nel settore giovanile o degli adulti).

Quando si vedeva Christoph passeggiare per Jena o partecipare alle nostre assemblee, di solito era con una missione, con una forza decisamente suggestiva, ma sempre con una domanda sincera e con l’apertura a lasciarsi convincere anche da noi più giovani. Entrambe queste cose le abbiamo apprezzate più e più volte.

Ora Christoph ci mancherà, ora ci manca.

Christoph era una persona dalle mille sfaccettature. Di conseguenza, le nostre esperienze con lui, sia sul piano personale che politico, sono state molto diverse tra loro.

Tuttavia, ciò che ci univa tutti a lui era il tentativo di agire rimanendo fedeli ai principi, ma senza dogmatismi, nella ferma convinzione che fosse possibile raggiungere una maggiore giustizia, senza mai però essere intransigenti riguardo al percorso da seguire.

In questo giorno, sentiamo nel profondo la perdita di Christoph e condividiamola insieme.

Oggi è un giorno di lutto. Domani, però – come faranno notare le mie compagne – sarà un giorno di azione; un giorno in cui sentiremo la mancanza di Christoph, ma in cui faremo anche nostre molte delle sue idee, delle sue pratiche e del suo incrollabile impegno politico.

Non c’è quasi nessuna azione che rappresenti così bene ciò che abbiamo imparato da Christoph come «Fermare Höcke*». Un’azione che senza Christoph non sarebbe mai esistita e che incarna molti degli aspetti che hanno caratterizzato la nostra collaborazione.

E che, allo stesso tempo, ha funzionato solo perché nel momento decisivo si sono unite 3.000 persone.

È bello vedere molti di voi qui oggi in questa sala.

All’inizio, come sempre, c’è stata un’analisi – e un brunch ;)

Ci ritroviamo sulla terrazza sul tetto di un comunità abitativa per riflettere sulla manifestazione di protesta appena trascorsa. Quando entro, Christoph è già lì da un po’, ha affilato tutti i coltelli della casa e ogni tanto controlla nel forno se la focaccia o la brioche sono pronte.

Due ore dopo è chiaro: Höcke terrà un comizio pubblico a Jena e dobbiamo impedirlo. Perché qui a Jena, in questo momento, è possibile farlo.

Solo tre settimane dopo, 3.000 persone sono in strada per impedire che Höcke possa diffondere la sua ideologia fascista nella loro città. E ci riescono!

Come?

Con molti.

Ben organizzato.

Grazie alla collaborazione tra gruppi e persone provenienti da diverse parti dello spettro politico e antifascista. Almeno così si legge nel documento di valutazione congiunto ;)

E naturalmente grazie al modello di Jena.

“Molti” significa che i colleghi e le colleghe della Zeiss hanno partecipato, pur sapendo che avrebbero dovuto affrontare le critiche dei propri colleghi e delle proprie colleghe.

 

 

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* Björn Uwe Höcke è dal 2014 presidente del gruppo parlamentare dell'AfD nel Parlamento regionale della Turingia e, insieme a Stefan Möller, portavoce dell'organizzazione regionale dell'AfD della Turingia.