Apprendiamo da un quotidiano locale che la Procura di Bologna ha chiesto un decreto penale di condanna per il reato di blocco stradale a 3 dirigenti sindacali per aver organizzato la manifestazione con corteo in tangenziale dei metalmeccanici in occasione di uno sciopero nazionale indetto da Fim Fiom Uilm a sostegno del rinnovo del Ccnl.
Innanzitutto, vogliamo precisare, che ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna notifica ufficiale. Tuttavia, se quanto riportato dovesse trovare conferma, ció sarebbe l’ennesima dimostrazione, come già detto in passato, che il Decreto Sicurezza non nasce per tutelare i cittadini, bensì per reprimere il dissenso, restringere gli spazi democratici e colpire il diritto di manifestare pacificamente.
Manifestare pacificamente, esercitare il diritto costituzionale allo sciopero, non puó mai essere considerato un reato, né tanto meno un crimine da perseguire.
Rivendicare diritti, praticare la democrazia, sostenere le proprie ragioni anche con la mobilitazione, non è mai un problema di ordine pubblico, nè tantomeno può essere motivo di condanna.
Difendere la democrazia significa difendere il diritto al dissenso e alla protesta.
Sempre.
Lo dichiarano in una nota congiunta la Fiom-Cgil nazionale e la Fiom-Cgil Emilia Romagna