Giù le mani da Bologna e dal suo Sindaco.

Non ci sono parole per commentare l’imbarbarimento sociale e civile che ha portato a dover

assegnare una scorta al Sindaco di Bologna, Matteo Lepore, oggetto di minacce insieme alla sua

famiglia.

Il nostro Sindaco ha fatto la cosa giusta. Ricordo ancora quando mi ha chiamato al telefono

domenica scorsa 19 luglio per annunciare che avrebbe rivolto un appello alla città per un presidio,

il giorno dopo, in Piazza Nettuno, per riflettere tutti assieme, per una risposta collettiva dopo ciò

che era accaduto. Era la cosa giusta da fare, quello che si aspettava la Bologna democratica, per

chiedere verità e giustizia per Fakir.

I giorni successivi hanno visto il moltiplicarsi di messaggi d’odio e di fake news vere e proprie come

quelle che hanno infangato addirittura la memoria di Alessandro Ambrosio, alle quali hanno risposto

in modo compatto i ferrovieri e le loro organizzazioni sindacali.

Penso di interpretare il sentimento delle lavoratrici e dei lavoratori nella nostra città, delle

pensionate e dei pensionati, a partire da quelle e quelli che mi onoro di rappresentare, quando

penso che davvero si sia passato il segno. L’hanno passato gli odiatori che riempiono i social media

e anche i Ministri del Governo.

Attaccano la nostra città, Bologna, e attaccano il suo Sindaco perché sanno che a Bologna non

passano.

Un grande abbraccio collettivo Matteo, non sei solo.

Andiamo avanti tutte e tutti insieme.

Ci vediamo in corteo domenica prossima, 2 Agosto. Noi non dimentichiamo.

Perché questa è Bologna.