Si apre una vertenza alla Montenegro a proposito di smart working. I lavoratori dello stabilimento di San Lazzaro di Savena e di Zola Predosa a distanza di circa due mesi dall’introduzione di nuove direttive comunicate in maniera unulaterale ed improvvisa da parte dell’azienda riuniti in assemblea hanno espresso il loro dissenso approvando a maggioranza un ordine del giorno.
 

I lavoratori hanno preso atto, si legge nel documento redatto in assemblea,  che:
 

•     l’Azienda intende stravolgere un modello di lavoro praticato da anni che, per esplicita ammissione aziendale, non ha mai mostrato segni di inefficienza o altro
•     le organizzazioni sindacali, per conto dei lavoratori, hanno cercato una soluzione negoziale che potesse contemperare le esigenze aziendali con le legittime aspettative dei lavoratori su una tematica che impatta in maniera profonda sulle condizioni di lavoro e sulle loro famiglie
•     nonostante la più volte ribadita disponibilità al confronto fatta dall’azienda si prende atto della sostanziale indisponibilità ad addivenire ad alcuna soluzione
•     hanno riscontrato ridotti margini di dialogo anche per chi ha figli o assiste persone in difficoltà
•     il nuovo regolamento sconfessa l’accordo integrativo firmato ad ottobre 2023 tra le parti
•     nei fatti siamo al “prendere o lasciare”: una proposta inaccettabile per lavoratori che hanno sempre creduto nei valori aziendali di un grande Gruppo

 

I lavoratori  hanno  inoltre  ribadito  la necessità di addivenire ad una soluzione negoziale, danno mandato alle RSU ed alle organizzazioni sindacali di indire a sostegno della vertenza il blocco degli straordinari e di ogni forma di flessibilità e di  rendere pubblico il verbale di assemblea, riservandosi di adottare ulteriori iniziative a sostegno della vertenza.
 

Bologna, 2 febbraio 2024

 

Fai Cisl Paolo Tosti

Flai Cgil Michele Lollini