La riuscitissima iniziativa svoltasi a Roma lo scorso 10 gennaio, organizzata dal Comitato nazionale “Società civile per il NO nel referendum costituzionale”, ha dato inizio alla campagna referendaria oppositiva alla controriforma della giustizia.

Il Comitato è presieduto, a livello nazionale, dal professor Giovanni Bachelet ed è promosso da associazioni espressione della società civile, tantissime altre realtà e singole personalità. All’iniziativa di Roma hanno partecipato diverse forze politiche che si oppongono alla legge Nordio e che sosterranno il NO nel referendum costituzionale.

Vota NO, per difendere Giustizia, Costituzione, democrazia” è lo slogan scelto per la campagna referendaria. A giudizio del Comitato la legge Nordio non è una riforma, perché non migliora la difficile situazione della giustizia. Viceversa, rappresenta un tentativo malcelato di colpire il principio fondamentale della Costituzione di indipendenza e autonomia della magistratura, infliggendo un colpo alla democrazia, compromettendo l’equilibrio tra i poteri dello Stato.

La società civile ha reagito prontamente al tentativo del governo di forzare i tempi del referendum, che ha imposto una data anticipata al 22/23 marzo 2026, senza rispettare le procedure previste dall’articolo 138 della Costituzione, promuovendo una raccolta firme, che ha raggiunto e superato in meno di un mese l’obiettivo di 500 mila adesioni. Un segno di grande reattività democratica.

A Bologna il comitato “Società civile per il NO nel referendum costituzionale” è formato dalle realtà componenti il comitato nazionale, da una ampia rappresentanza di associazioni di cittadinanza attiva, dalle organizzazioni studentesche e da diverse forze politiche:

ACLI, Alleanza Verdi e Sinistra, ANPI, ARCI, CGIL, Coalizione Civica, Comitato bolognese Scuola e Costituzione, Comitato regionale contro ogni autonomia differenziata, Comitato referendum cittadinanza, Coordinamento Democrazia Costituzionale, Europa verde E-R, Giovani europeisti verdi ER, Libera, Libertà e Giustizia, Link studenti indipendenti, Lista civica Lepore, Movimento Cinque Stelle, Partito democratico, Rete degli Studenti Medi, Rete degli universitari UDU, Rifondazione comunista, SIG-SIPS studenti indipendenti e inoltre numerosi cittadini a titolo personale.

L'aggregazione di tante organizzazioni dimostra che la magistratura non sta facendo una battaglia corporativa a tutela dei suoi interessi, ma che è anzi interesse della cittadinanza la sua indipendenza e autonomia, oltre che la sua dignità. 

Il comitato di Bologna ha nominato: Presidente Paolo Bolognesi, referenti Alberto Piccinini e Donatella Allegro.

Il comitato opererà in collaborazione con il comitato distrettuale “Giusto dire No” e con altri comitati che promuovono la vittoria del NO al referendum costituzionale.

Il comitato “Società civile per il NO nel referendum costituzionale” promuoverà, a partire da prossimi giorni, una vasta campagna di informazione alla cittadinanza sulle buone ragioni per dire un forte NO e sosterrà la creazione di comitati su tutto il territorio metropolitano!

È possibile aderire scrivendo al seguente indirizzo mail: societacivileperilno.bo@gmail.com

Link al sito del Comitato nazionalehttps://www.referendumgiustizia2026.it/

Nella conferenza stampa odierna sono intervenuti Paolo Bolognesi, Alberto Piccinini, Donatella Allegro e, in video, Giovanni Bachelet



Il Comitato Società civile per il NO nel referendum costituzionale Bologna, 21 gennaio 2026