Le lavoratrici e i lavoratori del Teatro Comunale di Bologna, il più importante centro di produzione culturale della Regione Emilia Romagna, hanno messo in scena una bella lezione di democrazia.
 
Infatti dopo oltre 20 (!) anni di assenza di elezioni RSU, il 3 marzo si sono chiuse le urne per la elezione di 12 Rappresentanti Sindacali e di 4 Rappresentanti alla Sicurezza, eletti sulla base del proporzionale puro sui voti di lista.
 
Una marea di partecipazione: quasi l'80% dei 329 aventi diritto di tutti i settori e tutte le tipologie contrattuali: dall'orchestra agli amministrativi, dal coro alla sartoria, dai truccatori, ai parrucchieri, ai macchinisti, agli attrezzisti, agli elettricisti, ai fonici, dagli scenografici agli addetti alla sala e tante altre figure, sapendo di non poter comunque rendere completamente in questo elenco la ricchezza e la forza di questo mondo di professionisti che rende, unito con le  altre tante eccellenze culturali, la nostra città il nostro  ed il Paese intero un Patrimonio della umanità.
 
Tutti i rappresentanti hanno ricevuto un mandato preciso: quello di difendere la dignità salariale e professionale, troppe volte citata e altrettante dimenticata da chi ha il compito istituzionale di garantirla: anche per questo il giorno 9 marzo alle ore 10:00 una delegazione del Teatro sarà in presidio davanti alla Prefettura di Bologna, richiamando  tramite il Prefetto, il  governo nazionale alle proprie responsabilità.
Le stesse richieste saranno portate al governo Regionale in un prossimo incontro.
 
Se rimarranno inascoltate la protesta crescerà in tutte le sue forme, graduale ma inarrestabile, perché la situazione ha superato da tempo il limite di guardia.
 
L'esito del voto consegna alla CGIL, con il 53% di voti,  6 Rappresentanti Sindacali e 2 Rappresentanti alla Sicurezza, rendendo la SLC CGIL il primo sindacato del Teatro Comunale.